Alligator indicatore: come funziona e perché aiuta a seguire il trend

L’Alligator indicatore deve la sua comparsa, tra gli indicatori dell’analisi tecnica, a Bill Williams che lo ha ideato pensando ai traders di ogni livello di esperienza. La strategia che usa questo indicatore si basa sulla logica del trading following, quindi chi decide di utilizzarlo ha l’obiettivo di seguire il trend. Il fruitore tramite i segnali dati dall’alligator avrà indicazioni più chiare sulla direzione e sull’intensità del trend stesso. Ovviamente se combinato con altri indicatori offre dati più sicuri, ma nel complesso l’esperienza ha dimostrato una discreta affidabilità.

Da cosa deriva?

L’alligator indicatore è stato chiamato in questo modo perché sembra graficamente un coccodrillo con la bocca più o meno aperta. E’ composto da tre linee alle quali convenzionalmente viene dato il colore blu, rosso e verde, dove:

  • la linea di colore blu è ricavata con il settaggio di una media mobile a 13 periodi (proiettata in avanti di 8 periodi). Viene denominata alligator jaw e rappresenta la parte di bocca superiore;
  • la linea centrale è di colore verde ed è convenzionalmente chiamata invece alligator teeth (rappresentando i denti dell’animale). Questa è ricavata settando il grafico con una media mobile a 8 periodi (proiettata in avanti di 5 periodi);
  • la linea rossa è chiamata anche alligator lip e rappresenta le labbra dell’ipotetico coccodrillo. Per questa linea mobile il settaggio è a 5 periodi (proiettati in avanti di 3).

Quindi come indicatore sfrutta la media mobile o, più esattamente, l’insieme di tre linee mobili che normalmente sfruttano i periodi che abbiamo indicato in precedenza. E’ possibile usare anche altri periodi che devono essere scelti in funzione della strategia e del timeframe che si vorrà usare nelle fasi operative del trading.

Che dati ci offre?

L’alligator indicatore ci dice in che fase di mercato ci troviamo a 360°. Di fatti questo indicatore ci comunica se la fase è crescente, decrescente o laterale, ma anche se si stratta di una fase agli inizi o di una finale (sfruttando l’aspetto dell’intensità). Questo ne permette l’uso sia nel forex, ad esempio, che nelle opzioni binarie anche per timeframe molto brevi (scalping, opzioni a 30, 360 secondi o 120 secondi) o medi (ad esempio 15 minuti).

In tutti i casi ci si dovrà attenere alla condizione e ampiezza di “apertura” della bocca del coccodrillo: più è ampia l’apertura della bocca e più è intenso il segnale sulla fase crescente o decrescente del sottostante sul quale stiamo effettuando l’analisi tecnica usando questo indicatore.

Quale aiuto può fornire?

In una strategia di trading l’alligator indicatore può essere usato in sostanza per tre obiettivi:

  • fornire un aiuto al trader con l’obiettivo di confermare la scelta fatta verso un trend rialzista o ribassista in relazione all’assets scelto;
  • fornire aiuto a un trader per confermare la posizione e la presenza in una fase di trading (se il coccodrillo comincia a chiudere la bocca bisogna chiudere le posizioni);
  • aiutare nella formazione delle onde di trading correttive. In questo caso va combinato con un indicatore di momentum per ottenere le indicazioni migliori e più affidabili.

Come si interpreta?

Qui le regole da seguire sono molto semplici. Infatti ci potremmo trovare in tre situazioni:

  • la bocca è aperta e quindi le tre linee di media mobile sono molto distanti tra loro dando l’impressione che il coccodrillo stia a fauci spalancate. In questa fase potrebbe essere in cerca di “prezzo” come cibo con un trend che sarà rialzista o ribassista a seconda che la linea rossa o blu sia nella parte più alta del grafico.
  • la bocca si sta chiudendo, con le linee che tendono a riunirsi: in questo caso si dice che il coccodrillo ha raggiunto la sazietà e quindi è il momento di chiudere le posizioni e di prendersi il profitto generato;
  • la bocca è chiusa: ciò si ha quando le tre linee risultano intrecciate. Quindi siamo in una fase laterale di mercato ed è meglio astenersi dall’entrare fino a quando la situazione non diventerà più chiara.

Trend rialzista o ribassista?

La condizione più semplice da interpretare è quella del coccodrillo che dorme (a bocca chiusa), dove non ha nemmeno importanza controllare quale linea di media mobile sia superiore alle altre. Tuttavia l’indicatore alligator ha il merito di essere complessivamente di facile interpretazione in quanto basterà basarsi sulla posizione della linea blu (media mobile a 13 periodi) e quella rossa (media mobile a 5 periodi). Nella pratica: se ad essere al di sopra di tutte le linee è quella blu (quindi quella verde è al centro e quella rossa è nella parte più bassa) si avrà un trend ribassista o short. Quando invece è la linea rossa ad essere nella parte più alta e quella blu in quella più bassa si ha un trend rialzista.

Quando comunque la bocca è aperta ci troviamo davanti al cosiddetto ‘alligator eating’. Quindi controllando il posizionamento delle due linee, ovvero quella blu o quella rossa, si avrà la possibilità di decidere come entrare se long o short. Maggiore è l’apertura della bocca e minore è il rischio che si vada incontro a falsi segnali che tuttavia possono verificarsi anche con questo tipo di indicatore.

Conclusioni: vantaggi e svantaggi

Tra gli indicatori di trend dell’analisi tecnica l’alligator è uno dei più semplici da usare. Infatti, nonostante ci sia la possibilità di scegliere dei settaggi sulle medie mobili differenti da quelli consigliati, questi in pratica sono molto affidabili per offrire il supporto di cui possono avere bisogno i traders, specialmente se hanno un livello di esperienza medio o basso. Il settaggio della media mobile risulta comunque semplice ed è facile anche applicare la strategia in relazione ai segnali ottenuti.

In modo molto sintetico ed a una prima occhiata si ha già la possibilità di vedere se il mercato è laterale perché il coccodrillo dorme oppure se è nella fase di “ricerca del cibo”. Passata questa fase si avranno i segnali della sazietà con la bocca che tenderà a chiudersi consigliando l’uscita dal trend. Per evitare i falsi segnali si devono usare i già citati indicatori di momentum se si ha una certa esperienza, oppure bisogna semplicemente astenersi da quelle situazioni in cui la posizione delle tre linee non risulti molto chiara e limpida.

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