Asset Allocation – Come fare una buona scelta

Il 2017 secondo importanti gestori sarà un anno in cui l’asset allocation tattica supererà di numero e per preferenze quella strategica. Prima di affrontare questi aspetti molto specifici e più tecnici cerchiamo di capire che cosa sia la asset allocation e il perché della sua affermazione pressoché incontrastata.

Che cosa significa e come funziona?

Il termine asset allocation ha un significato che semplicemente può essere tradotto in “allocazione o distribuzione di asset o investimenti”. Quindi si ha un asset allocation quando viene costruito un portafoglio di investimenti diversificato (vedi anche Conto gestito).

La diversificazione può avvenire per:

  • tipologia di strumento finanziario scelto (azionario, obbligazionario, monetario o a elevata liquidità) ovvero con delle scelte di stock picking;
  • durata degli investimenti scelti (breve, medio e lungo termine);
  • duration degli strumenti finanziari presenti nel portafoglio.

Normalmente la creazione del portafoglio di investimento viene effettuata dai gestori dei fondi. Per la scelta di un portafoglio personalizzato si può poi contare sulla consulenza di banche o promotori. Si può fare un’asset allocation in autonomia? sicuramente sì, ma richiede esperienza e un’ottima conoscenza dei mercati scelti per investire.

La soluzione più sicura?

Le banche e i promotori scelgono le strategie di asset allocation principalmente per due ragioni:

  • possono creare prodotti standardizzati che sono adattabili alla quasi totalità della clientela;
  • permettono di “inquadrare” il livello di rischio entro standard predefiniti.

Quest’ultimo aspetto viene spesso considerato a torto come un rimedio capace di annullare e comprimere in modo controllato il rischio. E’ vero solo in parte in quanto la diversificazione, se ben organizzata, permette agli andamenti differenti per area geografica, strumenti, tempi e livello di rischio, di compensarsi.

Tuttavia quando si verificano delle distorsioni dei mercati, allora l’effetto benefico della diversificazione viene a cadere. L’ideale è quello un’asset allocation che rispetti le 5 D, ovvero sia fatta su ogni ambito o aspetto. Tuttavia questo discorso non viene attuato dai gestori che scelgono il tipo di asset allocation strategica, al contrario di quanto accade con quella tattica.

Tattica o strategica: qual è la migliore?

L’asset allocation tattica è dinamica mentre quella strategica è statica. In questa grande differenza si può capire anche quali siano i difetti dell’una e dell’altra. Vediamo intanto che cosa sono.

La strategica viene usata dai gestori che scelgono semplicemente di replicare il benchmark di riferimento, ovvero il rendimento medio di quel mercato. Quindi si sceglie un tipo di asset allocation che diversifica generalmente in base al rischio, ma senza pensare ad aggiustamenti in corso. L’obiettivo è quello di trovare il giusto equilibrio tra rischio e rendimento atteso.

La distribuzione degli investimenti viene fatta cercando di replicare esattamente, in scala, la distribuzione di asset presenti in quel mercato, creando vari prototipi, scegliendo quello che sembra più vicino e che quindi replichi il benchmark in modo più fedele. Se c’è però bisogno di modifiche non sono contemplate, per cui i fondi scelti vanno incontro a inevitabili perdite.

Invece nel caso dell’asset allocation tattica il gestore sceglie di fare una diversificazione che prenda in considerazione, anche in modo dinamico, i tempi di investimento, i tipi di strumenti, ecc. L’obiettivo del gestore è quello di battere il benchmark, quindi si attueranno tutte le modifiche che le varie condizioni consiglieranno o richiederanno. Sicuramente si va incontro a maggiore volatilità, e il raggiungimento di elevati guadagni dipendono proprio dalle capacità gestionali mostrate dal fondo stesso.

Approfondimento: Tassazione forex.

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