Regolamentazione trading online sui CFD: autorizzazione Consob, sicurezza del conto e Tobin Tax

I derivati, anche quelli che sono negoziati nei mercati regolamentati, sono caratterizzati da sfumature di tipo chiaro scuro, soprattutto per quanto riguarda la chiarezza e la trasparenza, un problema che a maggior ragione affligge i Cfd, che non solo appartengono alla categoria degli strumenti finanziari che sfruttano un sottostante, dal cui andamento e rendimento dipende anche il loro, ma che in più sono negoziati OTC (quindi al di fuori dei mercati regolamentati).

Negli ultimi anni sono stati fatti dei passi avanti sulla trasparenza e sulla chiarezza, ma c’è ancora molto da fare. Tra le normative più significative sulla trasparenza c’è stata la direttiva della Ue Trasparency (2004), recepita nel 2000 dalla Consob sugli obblighi di informazione e comunicazione.

Va però sottolineato che i Cfd possono avere tantissimi strumenti come sottostante, e che gli obblighi di comunicazione riguardano solo alcuni casi che interessano le azioni di società quotate in borsa.

Autorizzazioni per i broker su Cfd

Così come accade per il forex, i broker che permettono di negoziare in Cfd non necessitano del rilascio dell’autorizzazione da parte della Consob. E’ sufficiente che operino grazie a regolare licenza rilasciata dalle autorità competenti del Paese in cui hanno la sede principale.

Quindi ci si ritrova davanti a tre possibili scenari:

  • broker che operano senza autorizzazione (sono ovviamente da evitare);
  • broker che operano con licenza rilasciata dalle autorità del Paese di origine (sono comunque regolari anche se non regolamentati dalla Consob);
  • broker che operano con licenza dell’autorità del Paese di origine e che hanno ottenuto l’autorizzazione anche da parte della Consob (situazione in generale da preferire per una maggiore tutela).

In ogni caso l’individuazione dei broker che rientrano in una di queste categorie risulta particolarmente agevole, dato che generalmente si tratta di intermediari che consentono di negoziare anche nel forex, e quindi seguono le stesse scelte.

Introduzione sulla Tobin tax

Quando nella primavera del 2013 è stata introdotta la tobin tax sulle transazioni finanziarie, i Cfd sono rimasti fuori, come altri strumenti finanziari.

Tuttavia a partire dall’inizio di settembre 2013 anche i Cfd sono sottoposti all’applicazione della tobin tax, ma solo nel caso in cui abbiano come sottostante azioni di società italiane quotate con capitalizzazione superiore a 500 milioni di euro, e solo nel caso di operazioni di trading che siano di tipo multi day (ovvero le operazioni di apertura e chiusura nella stessa giornata sono comunque esentate).

Miglior Broker Forex 2017

Puoi fare trading anche sulle criptovalute!