Azioni Unicredit: cosa cambia con il nuovo piano strategico?

Le azioni di Banca Unicredit sono quotate nel supersector bancario con un codice Isin IT0005239360. Come noto il Gruppo bancario è uno dei principali in Europa operando in 18 Paesi e offrendo servizi principalmente orientati alla clientela retail, ma con un buon comparto anche per il settore Business e quello di Investments. Nell’arco degli ultimi due anni ha messo mano ad un’importante azione di riorganizzazione societaria, che non è stata portata a termine, essendo in previsione ancora un taglio di posti occupati e la chiusura di alcune filiali.

In particolare, tra gli accordi più significativi dell’ultimo periodo troviamo:

  • il proseguimento del trasferimento previsto dall’accordo siglato l’8 dicembre 2016 che prevede la cessione della partecipazione della banca polacca Bank Pekao (pari al 32,8%) al fondo statale PZU e PFR e della restante parte pari al 7,3% con vendita sul mercato;
  • l’attuazione dal 1 ottobre 2017 della strategia di riassetto organizzativo che prevede la divisione dell’attività di risk management tra la Group Risk Management (GRM) e la Group Lending Office (GLO). La prima, la GRM, sarà guidata da TJ Lim, mentre la GLO sarà guidata da Andrea Varese.

Il gruppo Unicredit vanta ora una presenza concentrata soprattutto in Italia (circa il 44% del totale). La restante attività è invece così suddivisa: 25% in Germania, il 21% nella Cee (con eccezione di Azerbaigian, Estonia, Lettonia e Lituania) ed il restante 10% in Austria.

Dividendo e quotazione

La conferma che per il 2017 non ci sarebbe stato alcun dividendo, dopo i risultati pessimi sul bilancio registrati l’anno passato, non ha purtroppo sorpreso i risparmiatori e gli addetti ai lavori. Tuttavia il titolo, per quanto riguarda il settore bancario, non rientra tra quelli con una performance peggiore. Infatti il profondo rosso del bilancio è stato un male necessario per portare a compimento la strategia di riorganizzazione imposta dai vertici. In particolare guardando il grafico precedente sulla performance ad un anno si denota un trend nel complesso positivo (approfondimento: Indicatore ADX per misurare forza trend). Non solo, se questo viene messo a confronto con quello a 5 anni, notiamo che dopo il 2013 (e l’inevitabile calo), la situazione è andata verso un progressivo miglioramento.

(dati settembre 2017 – fonte Sole 24 Ore)

Al di là del 2017, vediamo che quasi tutti gli anni Unicredit ha distribuito un dividendo pari o superiore ai 10 centesimi ad azione fatta eccezione per il 2011 quando c’è stato uno dividendo ridotto a soli 3 centesimi. C’è anche da notare infine che il dividendo ordinario e straordinario sono andati quasi sempre di pari passo.

Per chi è alla ricerca di un titolo maturo, da inserire nella strategia di diversificazione del proprio portafogli di investimento, le azioni Unicredit possono rappresentare una buona scelta anche per chi vuole puntare sulla distribuzione del dividendo: una tendenza rafforzata dallo sforzo di riorganizzazione e miglioramento della gestione del rischio in conformità con le nuove disposizioni europee che alla lunga dovrebbe premiare questo gruppo Bancario.

Ciò è supportato anche dalla comunicazione dei vertici di Unicredit di voler effettuare la distribuzione del dividendo con un payout compreso tra il 20 ed il 50% a partire dal prossimo anno.

Approfondimento: Comprare azioni.

Outlook e previsioni

Le principali agenzie di rating hanno optato più per un outlook ‘stabile’, in miglioramento rispetto alla previsione precedente di negativo. Il rating rilasciato recentemente da parte di Fitch è stato portato a BBB mentre quello a breve termine è F2.

Come emerge da varie pubblicazioni, secondo gli esperti di analisi tecnica le azioni Unicredit possono rappresentare in questo momento una valida scelta per chi vuole inserire un titolo bancario nelle proprie strategie d’investimento (sempre però nell’ottica di un’attenta pianificazione e senza un peso eccessivo all’interno del totale dell’azionario presente). Bisogna di contro non cedere alla tentazione di assecondare le posizioni troppo entusiastiche lette in qualche forum che peccano nella maggioranza dei casi di oggettività. Nella maggior parte dei casi prima di procedere ad un investimento è meglio confrontarsi con un consulente.

(dati settembre 2017 – fonte Milano Finanza)

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