Cfd o azioni: cosa sono, differenza di costi, leva e commissioni

I Cfd consentono una scelta molto ampia sul tipo di sottostante sul quale ci si vuole concentrare, mostrando una maggiore flessibilità rispetto all’investimento in azioni, sia dal punto di vista temporale che sostanziale.

Inoltre per quest’ultimo vanno considerati sia gli aspetti di natura economica che di rendimento/perdita. Di contro si tratta di strumenti altamente speculativi per cui, a differenza dell’investimento in alcuni titoli azionari (ed anche se sfruttano le stesse tipologie di azione come sottostante,) non sono adatti né all’apertura e mantenimento di posizioni per lunghi periodi, e né ad un tipo di trading passivo (da cassettisti).

Differenze “temporali” ed operative dei Cfd rispetto alle azioni

Le azioni possono essere negoziate solo all’interno degli orari Ufficiali di borsa, e la scelta può riguardare solo quelle che vengono negoziate all’interno dei mercati regolamentati. Invece con i Cfd la negoziazione può avvenire praticamente 24 ore su 24, ed ovviamente anche su titoli negoziati OTC. Inoltre i Cfd non portano al possesso degli strumenti sottostanti, per cui è possibile guadagnare sia quando questi salgono o scendono.

Differenze sostanziali tra Cfd e azioni: uso della leva e conseguenze sulle possibilità di guadagno

I Cfd sono strumenti a leva, e questo implica che, per aprire una posizione di pari entità su una determinata azione, si possa entrare con un importo inferiore: ad esempio per acquistare 1000 azioni del titolo A servono 10 mila euro (costo 10 euro ad azione), ma con l’uso della leva (1:200) nel caso dei Cfd la posizione può essere aperta con 50 euro.

Quindi le possibilità di accesso sono maggiori anche per chi non vuole investire elevate somme. Di conseguenza nel caso in cui l’investimento sia azzeccato, il livello di guadagno con i Cfd sarà notevolmente maggiore (per il fatto che si è investito meno e si guadagnato la stessa somma realizzata con l’investimento diretto nell’azione). Tuttavia l’effetto leva si trasferisce anche nel caso delle perdite.

Differenze sostanziali: l’impatto dei costi

Per investire in azioni si ha bisogno di un conto deposito titoli collegato a un conto corrente (per cui bisogna considerare i vari costi di apertura e gestione), si deve sostenere il pagamento dell’imposta di bollo, e i costi di commissione per l’acquisto/vendita del titolo azionario.

Nel caso dei Cfd basta aprire un conto trading, che non ha costi e non è soggetto all’imposta di bollo, ed anche le commissioni sono differenti dato che generalmente sono pari a uno 0,1% (rispetto alla maggior parte delle commissioni bancarie che è pari ad almeno il doppio).

Meglio Cfd o azioni?

La valutazione in realtà deve essere fatta con estrema attenzione e non solo basandosi sui costi, dato che i Cfd richiedono una buona conoscenza dello strumento e una buona esperienza come trader, per cui anche se materialmente accessibili a tutti da un punto di vista economico (minori soglie di ingresso), essendo fortemente speculativi, fattivamente non lo sono.

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