Meglio CFD o Forex? Confronto piattaforme, tassazione e commissioni

Il vero aspetto in comune che presentano il trading in forex e quello in Cfd è costituito dalla negoziazione Over The Counter (quindi le negoziazioni avvengono al di fuori dei mercati regolamentati, senza l’applicazione delle loro regole, e senza che ci possa essere una chiara correlazione tra i listini borsistici che costituiscono il sottostante). Tuttavia anche nel caso in cui si dovesse scegliere di fare trading in Cfd con le valute come sottostante, sono le differenze a emergere con maggiore prepotenza.

La prima differenza sta nel fatto che nel forex si può scegliere tra numerose coppie di valute, mentre con i Cfd, oltre a queste, si può scegliere praticamente qualsiasi altro strumento di investimento, dalle azioni ed indici, alle materie prime. Quindi se andiamo a confrontare la “quantità” delle possibili scelte di investimento, i Cfd offrono una scelta molto più ricca. Discorso che vale anche sul piano della diversificazione. Ad esempio nel forex, per poter diversificare in modo completo, bisogna anche saper riconoscere le correlazioni che alcune valute hanno nei confronti di alcuni prodotti, come le materie prime (soprattutto oro e petrolio).

Forex Spot o Cfd su valute: quale preferire

Ha senso quindi fare un confronto nel caso specifico dei Cfd su valute. In merito va anche detto che non si è obbligati a scegliere tra gli uni e gli altri, specialmente quando ci si vuole coprire almeno in parte dal rischio di perdite, attraverso la strategia di hedging, ovvero fare trading su una coppia di valute, sul mercato del Forex, e poi scegliere opportunamente anche il Cfd che permette di proteggere il guadagno o ridurre il rischio (a seconda delle evoluzioni del mercato).

Se invece si vuole fare una scelta netta va detto che:

  • Il forex richiede una buona formazione e l’acquisizione di un certo livello di esperienza, ma è accessibile anche ai traders neofiti. Invece i Cfd richiedono un buon livello di esperienza e conoscenza dei mercati, per cui si indirizzano a traders più esperti in grado di massimizzarne i possibili guadagni. Ciò implica che se non si ha una grande esperienza, si può sopperire a questa difficoltà scegliendo dei brokers che abbiano una sezione di formazione dedicata anche ai cfd. Di contro, in generale, è molto più difficile trovare corsi e seminari sui contract for difference, rispetto a quanto invece accade per il forex trading;
  • Il forex è più semplice da comprendere rispetto ai Cfd. Quindi anche la determinazione delle strategie e la loro scelta è molto più semplice. Una certa differenza si apprezza anche nell’ambito della varietà di strategie che possono essere acquisite, con più probabilità di trovare quelle con le quali si sviluppa un maggiore feeling proprio nel forex (per i cfd molte strategie sono derivate proprio dal forex);
  • Con il forex si ha una maggiore possibilità di scelta sui time frame, e anche sul tempo che si intende dedicare alle fasi operative (con conseguente scelta delle strategie più adatte ai propri obiettivi). I cfd invece offrono minori possibilità di scelta per i time frame, essendo pensati per un trading ad alta velocità. Il campo sul quale si trova una situazione di equilibrio è quello dello scalping, ma qui bisogna fare massima attenzione ai regolamenti che i vari broker prevedono: alcuni non permettono di fare scalping né per il forex e né per i Cfd; altri permettono di fare trading o sull’uno o sull’altro; veramente in pochi non pongono limiti di alcun tipo e per nessun tipo di strumento per chi vuole sfruttare lo scalping. Per evitare di veder andare in fumo i propri guadagno il consumo è quello di non dare nulla per scontato, non affidarsi alle voci sui forum, ma spendere qualche minuto in più per spulciare il regolamento del broker di interesse;
  • La gestione dei costi e delle commissioni è più chiara e trasparente con il forex, dato che si concentra soprattutto sugli spread legati alle operazioni di trading, mentre per i Cfd si possono avere delle commissioni variabili ed anche aggiuntive, in funzione del tipo di uso che si fa del conto. Ci sono comunque piattaforme dove la situazione è in sostanziale pareggio poiché si utilizza ugualmente l’applicazione di spread fissi, anche se con importi notevolmente differenti tra loro (ad esempio Fineco, Plus500, Markets.com, ecc);
  • L’informazione e la formazione è migliore nel caso del forex, suddivisa anche per livelli di esperienza, rispetto a quanto proposto per i cfd;
  • I cfd sono strumenti fortemente speculativi, per cui richiedono un tipo di personalità molto resistente di fronte a scelte difficili e momenti avversi di mercato, molto di più rispetto a quanto richiesto dal forex.
  • la leva finanziaria: per il forex sono concesse leve molto più elevate, senza seguire una diversificazione per le differenti coppie di valute. Nei cfd l’importo della leva è molto più contenuto, ed inoltre c’è diversificazione a seconda del sottostante dello strumento derivato (ad esempio per il trading forex Plus500 arriva a una leva di 1:200, mentre per i cfd su valute quella massima è di 1:20).

Conclusioni

La scelta del trading con il forex o con i cfd va fatta considerando numerosi aspetti, se ci si vuole concentrare su un tipo di investimento specifico. Tuttavia non si è assolutamente obbligati a fare una scelta netta a monte, visto che i cfd sono un ottimo strumento di copertura del rischio nelle strategie di diversificazione. Non a caso alcuni dei migliori broker permettono di fare trading su entrambi, senza la necessità di dover aprire diversi conti, ma potendo operare sempre con la stessa piattaforma e investendo con il medesimo conto.
Se si rientra nella schiera dei neofiti che hanno un’esperienza molto limitata, o si stanno cimentando solamente nel copy trading, allora tra i due è meglio scegliere il forex. Se si è giunti in una fase intermedia, allora si potrà iniziare a investire su entrambi, senza doversi porre la domanda esclusiva se sia meglio investire in cfd o forex, sfruttando il fatto che anche i cfd (facendo attenzione all’uso della leva) permettono di fare investimenti con l’impiego di somme ridotte.

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