Guida alla scelta del conto trading più conveniente

Oggi tutte le banche hanno conti abilitati o dotati di un conto trading. Chi vuole fare investimenti nel forex o nelle opzioni binarie ha quindi l’imbarazzo della scelta per numero e tipologia di broker con cui iniziare un rapporto improntato sulla “fiducia”.
La crescita esponenziale delle proposte che si concentrano sull’offerta di un conto trading online, con possibilità di usufruire di versioni demo, rigorosamente gratis, per fare simulazioni ed esperienza, è indubbiamente legato ad una domanda sempre più ampia, ma anche diversificata ed esigente.

Broker o banche: chi scegliere?

Prima di scegliere con chi aprire un conto per fare trading si dovrebbero prendere due decisioni: con quali strumenti investire e con quali “intermediari” operare. Questi due aspetti sono strettamente legati tra di loro. Infatti se da una parte l’accesso diretto alla quasi totalità degli strumenti finanziari, attualmente disponibili sui mercati finanziari, è divenuto sempre più semplice ed alla portata di un numero crescenti di traders dotati di differenti livelli di esperienza, dall’altra trovare l’interlocutore più adatto alle necessità ed al proprio budget si è fatto molto più complicato. E’ sufficiente vedere il numero crescente di utenti che nei vari forum più o meno specifici cerca conforto nelle scelte, sostegno, o veri e propri consigli.

L’effetto naturale di questo movimento significativo di investitori verso nuovi strumenti, che sempre più spesso scavalcano la figura del “consulente”, ha spinto banche, società di affari e brokers di varia tipologia (vedi anche Miglior Broker), ad entrare in un mercato che si è presentato fin dal principio come estremamente promettente sotto il punto di vista dei profitti.

Tuttavia per alcuni strumenti, come ad esempio il Forex, riuscire a trovare piattaforme adatte presso banche è una vera e propria impresa (Fineco è tra le pochissime eccezioni), per cui la partita si gioca interamente nel campo dei broker specializzati (Plus500, Avatrade, Xm, Pepperstone, ecc).

Se invece l’obiettivo dell’apertura del conto trading è quello di investire in azioni, obbligazioni, titoli di stato in modo diretto (un discorso a parte va fatto per i CFD) allora ci si dovrà armare di pazienza, spulciare i fogli informativi delle varie banche e vedere tra commissioni minime fisse, variabili, o forfettarie, quelle che meglio rispondono ad almeno due fattori: tipo di strumenti e importo che si vuole investire.

Conti base, demo, premium: come capire quello più adatto?

L’arrivo del trading online, e il numero più che soddisfacente di conti demo per fare trading e simulazioni sui vari strumenti hanno creato un rapporto diretto tra aspiranti traders e molti mercati che fino a qualche anno fa erano inaccessibili. Ma il termine ‘semplice e diretto’ non significa adatto a tutti in modo indiscriminato.

Tuttavia se da una parte si è diffusa la sensazione sbagliata che il trading sia per tutti, si è anche avuto un effetto positivo sul piano dei costi proprio in virtù di una concorrenza che è diventata sempre più fitta e dinamica.

Più broker e piattaforme disponibili hanno fatto sì che le commissioni e gli spread venissero compressi in modo diretto o indiretto per grazie ad una serie di interventi. Questi, in parte hanno interessato anche i costi di tenuta e gestione dei conti, ed in parte quelli legati alle commissioni per il trading, e in ultima battuta anche i servizi accessori o necessari di cui sono state dotate le varie piattaforme (vedi anche Commissioni per prelievi e pagamenti broker).

Come scegliere un conto trading: costi ma non solo

La componente dei costi va sempre considerata, perché da essa dipende il guadagno effettivo o la reale perdita ottenuti durante le proprie scelte di investimento. Quindi troviamo due condizioni che coesistono:

  • da una parte c’è l’aspetto dei costi di tenuta conto o di gestione. Questi generalmente non sono richiesti dai broker disposti anche ad offrire conti demo gratis. Mentre sono previsti nel caso di banche che possono proporre versioni di conto trading sia con canoni all inclusive, che a parte rispetto ai costi base legati al conto corrente. Va ripetuto che questi costi sono stati sottoposti a una politica progressiva di alleggerimento ed in alcuni casi si è arrivati anche ad un canone azzerato.
  • dall’altra parte c’è la componente dei costi variabili, che sono legati al tipo di strumento e al tipo di operatività che è alla base del proprio stile di trading. Normalmente ci sono due possibili situazioni: trading a “consumo” quindi con il pagamento delle commissioni generalmente condizionate da un valore minimo e uno massimo; pacchetti all inclusive, con costi fissi per la maggior parte di operazioni, ma che si rivolgono a grandi volumi di trading.

Questi due indirizzi sono utili al momento di scegliere il conto trading più adatto alle proprie necessità. Ad esempio chi fa poche operazioni, anche se in modo costante, e di basso importo dovrebbe puntare su commissioni variabili; chi invece fa tante operazioni, oppure poche ma di importo elevato, allora dovrebbe puntare al fisso. Il calcolo è comunque facile, e a riguardo si possono usare anche dei programmi di simulazione.

Quali altre caratteristiche vanno considerate oltre a costi e commissioni

Altri fattori da considerare sono: il tipo di piattaforma disponibile e le modalità di gestione, la qualità e la tipologia dei servizi accessori, la facilità di accesso (ad esempio anche con app da smartphone) ed il servizio offerto dall’assistenza clienti. In particolare l’interfaccia, la possibilità di poter utilizzare programmi di ausilio, e la velocità di risposta nell’inserimento e esecuzione degli ordini sono tutti aspetti che non andrebbero trascurati anche da parte di chi non ha molta esperienza nel trading.

Molto utili sono le piattaforme altamente personalizzabili, che si adattano un po a tutti i livelli di esperienza e permettono ai neofiti di far evolvere i servizi con la propria maturazione da traders senza doversi rivolgere altrove, ed anche un buon servizio di formazione/consulenza.
Ovviamente bisogna controllare anche se queste caratteristiche e servizi siano disponibili:

  • in modo gratuito, oppure dietro pagamento di un canone aggiuntivo;
  • in funzione del tipo di account e livello di conto trading accessibile -es. base o starter, intermedio, avanzato o premium);

Sono infine da valutare le condizioni, l’ammontare dei depositi, il volume di trading minimo che bisogna rispettare e i vantaggi che eventualmente ne possono derivare.

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