Etf trading: quanto rende come investimento

Prima di domandarci quanto rende il trading con gli Etf, e come investire ci si dovrebbe porre un’altra domanda. In un settore come quello finanziario, particolarmente ricco di alternative e spesso animato da novità perché scegliere proprio gli Etf per il trading? La risposta è semplicissima: perché si tratta di uno strumento che si adatta a vari tipi di impieghi, oltre che di strategie. Infatti gli Etf possono essere usati per:

  • copertura (come nelle strategie di hedging);
  • trading diretto;
  • diversificazione degli investimenti anche a lungo termine;
  • trading intraday;
  • hedging;
  • vendita allo scoperto.

Cosa sono?

Gli Etf (acronimo di Exchange traded fund) sono dei “fondi” di investimento che hanno solo l’obiettivo di replicare il benchmark dell’indice sottostante. Quindi sono caratterizzati da una gestione passiva.

Caratteristiche principali

Tra gli aspetti principali che caratterizzano gli Etf trading troviamo:

  • bassi costi di gestione (attenzione il discorso è differente per quelli di acquisto € vendita, per i quali bisogna fare molta attenzione alle commissioni applicate dai differenti bokers);
  • ampia diversificazione del portafoglio di investimento, potendo mantenere i costi complessivamente bassi e apertura di posizione vero un indice senza un’eccessiva esposizione e mantenendo l’investimento contenuto;
  • possibilità di uso nei pac e non solo nel trading giornaliero;
  • facilità di gestione.

Le regole di base per un trading profittevole

Gli Etf permettono di impiegare temporaneamente la liquidità relativa a dei disinvestimenti in attesa di individuare gli investimenti che si vogliono realizzare, rimanendo legati ad un benchmark di riferimento, oppure consentono di prendere una posizione nei confronti di un indice di un mercato (ad esempio quello americano) od anche con un approccio più specialistico verso un determinato settore (ad esempio quello energetico).

Acquistando Etf su settori o mercati complementari si applicano facilmente le strategie di hedging. Tuttavia bisogna scegliere con attenzione il momento dell’ingresso o dell’uscita, i settori su cui puntare, e gli stessi benchmark a cui riferirsi.

A riguardo ci sono delle semplici regole da tenere presenti come vademecum pratico:

  1. evitare di entrare o uscire negli investimenti con Etf trading nei primi 30 minuti dall’apertura o prima dei 30 minuti che mancano alla chiusura: le strategie di copertura dei broker Market Maker, l’applicazione di commissioni e gli aggiustamenti fisiologici portano a eccessiva volatilità e movimenti contrari al trend;
  2. evitare i periodi con eccessiva volatilità;
  3. con un elevato gap tra domanda e offerta, usare i limit order;
  4. prediligere Etf con liquidità elevata;
  5. con Etf esteri, fare trading solo quando la borsa di riferimento è aperta;
  6. usare lo stop loss sulle strategie di breve periodo;
  7. controllare i costi applicati dai broker con particolare attenzione agli importi collegati al numero di negoziazioni e al volume complessivo;
  8. massima attenzione agli Etf a leva che sono particolarmente rischiosi;
  9. prediligere i mercati con un numero maggiore di Market Maker.

L’uso della Leva

Gli Etf nel trading sono nati senza leva, ma da qualche tempo hanno preso piede anche quelli che la utilizzano, con conseguente aumento dei rischi (nelle perdite) ma possibilità anche di veder aumentare i potenziali guadagni.

Visto però un rapporto non positivo tra il rischio che si accetta di correre e l’aumento dei potenziali guadagni, l’uso degli Etf a leva andrebbe fatto solo se si ha una strategia ampiamente di tipo speculativo. Il che implica anche l’adozione di tempistiche di breve periodo, oltre che un elevato grado di esperienza maturata nel tempo. In più bisogna porre particolare attenzione ai costi e alle commissioni che i vari broker applicano alla “marginazione”.

Miglior Broker Forex 2017

Puoi fare trading anche sulle criptovalute!