Investire in borsa: quale approccio seguire?

L’investimento in strumenti finanziari, viene sovrapposto dalla maggioranza dei traders alle prime armi, all’investimento sull’andamento delle azioni , che a sua volta viene fatto coincidere con il “giocare in borsa”. Di fatto però il ventaglio di scelte che si è chiamati a fare, dalla fase di programmazione a quella operativa, senza trascurare quella gestionale (tanto dei profitti quanto delle eventuali perdite) comprende un numero di combinazioni estremamente elevato.

In quest’ottica si possono avere due tipi di approccio: quello passivo e quello attivo. In entrambi i casi si può poi operare online, comodamente da casa, utilizzando le apposite piattaforme. Alcune di queste consentono di tradare gratis (in modalità demo) per affinare delle tecniche o delle strategie, oppure per pianificare un’attività di simulazione per costruire sulla carta un potenziale portafoglio di azioni prima di procedere all’acquisto vero e proprio, utile anche all’interno di azioni di hedging (vedi anche Hedging e cfd).

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Trading “passivo”

Qui è necessario fare immediatamente una premessa: l’approccio del “cassettista” non è comunque di tipo “passivo”. Questo genere di approccio si ha invece quando ci si affida a un intermediario o consulente, che consiglia quando investire e quando disinvestire. Quindi il trader (anche qualora utilizzasse in prima persona la piattaforma di trading collegata al proprio conto corrente o presso un broker con il quale ha aperto un conto operativo) non prende decisioni direttamente, ma si limita ad eseguire.

Ma conviene davvero? Quando si è nella fase del ‘come iniziare a giocare in borsa’, si è portati a seguire questa strada, perché si è convinti che sia quella più sicura per raggiungere dei buoni risultati. L’importante è saper scegliere con attenzione il proprio interlocutore: se il consulente promette guadagni sicuri al 100% non è molto affidabile, perché nessuno può sapere con certezza come andrà un titolo, specialmente nel breve periodo. Se invece viene proposta una strategia, e una buona diversificazione, con l’onestà intellettuale di sottolineare che comunque ci sono dei rischi di un certo livello, allora ci si può affidare con maggiore tranquillità.

In tutti i casi è sconsigliato affidarsi ciecamente, ma si deve acquisire qualche nozione di base per arrivare a sostenere degli investimenti in modo consapevole, specialmente per gestire le fasi più complicate come quelle dei ribassi.

Il trading “attivo”

Se ci si vuole cimentare in prima persona nel trading in borsa allora questa è la via che si dovrà seguire, ma non sarà sufficiente leggere qualche guida, o installare qualche bot per ottenere dei buoni risultati (vedi anche Trading automatico).

Attenzione: Se si vuole fare del trading una fonte di potenziale guadagno, ci si deve preparare con cura e pazienza, mantenersi informati e, possibilmente, scegliersi un buon tutor (che è molto utile anche per poter trovare un approccio equilibrato dal punto di vista psicologico, che rimane l’aspetto più complicato in assoluto).

Conclusioni

La prima cosa da fare, per chiunque si stia per avvicinare al mondo degli investimenti in azioni, o altri strumenti finanziari (il che va al di là del concetto classico di giocare in borsa), è quella di dotarsi degli strumenti base (e non solo delle nozioni) con cui affrontare un mondo che spesso viene demonizzato o legato alla fortuna, ma che può dare soddisfazioni solo se inserito in un’attività di programmazione e gestione accessibile a molti, ma ovviamente non a tutti.

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