L’uso delle Onde di Elliott e dei numeri di Fibonacci per “anticipare” e “misurare” il trend

Per la formulazione della sua teoria delle Onde, Elliot combinò due principi esistenti in altri ambiti: quello dei cicli e ricicli, che trovava la sua applicazione nello svolgimento della storia e quello di azione e reazione della fisica con dei necessari aggiustamenti.

Questa teoria non nacque per un settore come quello del forex (datata nel 1035), ma fu ideata per il mercato azionario, ma è proprio in quegli ambiti in cui c’è elevata liquidità che offre il suo contributo migliore, per cui rende molto utile nel mercato valutario e per quello delle materie prime più negoziate.

Bisogna inoltre sottolineare un altro aspetto ugualmente importante: la teoria delle Onde di Elliott richiede ai suoi utilizzatori una discreta dimestichezza con i numeri di Fibonacci (vedi anche Ritracciamenti di Fibonacci), per poter “quantificare” i tipi di informazioni che si ottengono con l’analisi del grafico, dal quale si individua il tipo di ciclo che il mercato sta attraversando (vedi anche Teoria dei cicli).

Onde e ciclo: per prevedere la direzione del mercato e carpire il momentum

La teoria è abbastanza semplice nel suo concetto fondamentale: il mercato attraversa dei cicli, che hanno diversa intensità (potendo arrivare ad una situazione di super ciclo, o ciclo di breve respiro, il che viene indicato dall’inclinazione delle onde che ne fanno parte). Le onde si ripetono con sequenze di 3 (che sono indicative di correzioni e sono anche definite onde correttive), o di 5 (che invece indicano il trend e sono dette onde impulsive o di trend).

L’individuazione del tipo di onde permette di fare previsioni sul trend adattando le necessarie strategie da attuare. Inoltre l’ampiezza e la larghezza delle onde (il confronto delle onde va fatto tra quelle pari quindi la due con la4, e tra quelle dispari, quindi la 1 con la tre e la 5) dà un’informazione anche sulla lunghezza e ampiezza delle onde successive, essendoci una proporzione che si ripete.

Un principio molto importante da ricordare è quello della “alternanza”, in base al quale Elliott sostiene che è altamente improbabile che un “ciclo”, un evento e quindi un’onda si ripetano susseguendosi: ciò fa sì che se si è avuta una correzione semplice (ovvero sull’onda 2, dato che nel trend le onde correttive sono sempre quelle pari) è altamente improbabile che se ne abbia ugualmente una semplice per la successiva onda di correzione (e cioè la 4), ma con molta probabilità se ne verificherà una complessa.

Infatti le correzioni sono solamente tre per Elliott: due semplici che sono la 3-5-3 o Zig Zag e la 3-3-5 o Flat, mentre quella complessa è quella a triangoli.

Conclusioni

Il supporto grafico è molto utile per comprendere a colpo d’occhio il movimento del mercato, ma dato l’elevato numero di onde e sotto onde che costituiscono un ciclo, serve un po di esperienza per riuscire ad afferrarne l’utilità. Discorso che si complica ulteriormente dovendo affidarsi ai numeri di Fibonacci per l’aspetto meramente quantitativo.

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