Consigli sulla Tassazione delle opzioni binarie: vantaggi e svantaggi

Le opzioni binarie rappresentano una soluzione di investimento abbastanza giovane, per cui la normativa alla tassazione è ancora a un livello embrionale. Questo aspetto si profila allo stesso tempo sia come vantaggio che come svantaggio.

Il vantaggio sta nel fatto che si può usufruire di un regime di tassazione abbastanza agevolato, mentre lo svantaggio sta nella scarsa chiarezza, per cui non è raro che i traders non sappiano come muoversi.

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Regime fiscale e obblighi dei brokers e dei traders

Le opzioni binarie appartengono alla categoria degli investimenti “derivati”. Per questa ragione bisogna riferirsi a quanto stabilito nel Tuir nella regolamentazione comunitaria (in particolare per quanto stabilito nel MIFID) e, per le parti non regolamentate direttamente, alle interpretazioni offerte dall’Agenzia delle entrate.

Il regime fiscale è di tipo dichiarativo, per cui i traders sono obbligati a inserire quanto riportato nella certificazione rilasciata dal broker (con il quale si ha un conto aperto) nella propria dichiarazione dei redditi (sia se si tratta di plusvalenze che di minusvalenze). I brokers sono sempre obbligati a rilasciare questa dichiarazione (nei primi mesi di ciascun anno con la rendicontazione dei risultati dell’intero anno precedente).

Tuttavia bisogna partire dal presupposto che alcuni brokers provvedono automaticamente al rilascio di questa certificazione, mentre altri lo fanno solo dietro richiesta degli interessati: informandosi in anticipo non si rischiano ritardi nell’adempimento dell’obbligo della presentazione della dichiarazione. In ogni caso un broker non può rifiutare l’invio della certificazione.

Tassazione e “modalità” operativa per la dichiarazione

Nella certificazione rilasciata dal broker saranno riportate tutte le transazioni che hanno generato guadagni e che hanno generato perdite, e la loro differenza. Le voci di plusvalenza o minusvalenza vanno inserite nella dichiarazione dei redditi (Modello Unico), nelle voci RW, RM, RT.

La differenza tra il caso delle plusvalenze e minusvalenze sta solo nel fatto che per le plusvalenze vanno compilati sia i frontespizi che le sezioni corrispondenti, mentre nel caso delle minusvalenze solo i frontespizi. Infine, fino a quando non cambierà la normativa, l’aliquota fiscale che viene applicata è unica ed è pari al 20% indipendentemente dalle somme guadagnate.

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