Piano di investimento: come scegliere nel caso di breve, medio e lungo periodo?

Un piano di investimento deve avere due obiettivi principali: mettere a frutto il risparmio che si ha già e far crescere il capitale. Quindi deve essere chiaro fin da subito che non si possono destinare i propri soldi a un determinato impiego che non sia stato vagliato all’interno di un buon piano di investimento, in quanto è questo che determina e indica le strategie che permetteranno poi di raggiungere gli obiettivi principali.

Gli elementi che devono caratterizzare i piani di investimento sono legati a fattori temporali, di rischio e di disponibilità finanziaria (o budget) da destinare all’acquisto e alla vendita di strumenti finanziari.

Qual è l’obiettivo principale?

In cima alla lista delle valutazioni ci deve essere proprio la determinazione dell’obiettivo che ci si propone. Ad esempio:

  1. Voglio ottenere l’accumulo di un certo capitale da usare per far studiare i miei figli tra 15 anni?
  2. Devo mettere da parte i soldi necessari per acquistare una nuova auto tra tre o 4 anni?
  3. Voglio mettere a frutto i miei risparmi per ottenere una piccola rendita?

Le ragioni per cui si vuole fare un investimento possono essere molteplici ma devono essere comunque chiare. Una volta definiti gli obiettivi si potrà scegliere l’orizzonte temporale ed il grado di rischio associato ai vari strumenti di investimento più adatti. E solo al termine di questa analisi si giungerà alla determinazione del portafoglio di investimento ideale, e di conseguenza alle strategie più adatte per riuscire a centrare gli obiettivi stessi.

Si tratta di un circolo virtuoso, che deve essere costantemente controllato e monitorato, così da effettuare degli aggiustamenti opportuni mano a mano che ci si rende conto che si verificano alcune condizioni come:

  • il piano di investimento è inadatto al raggiungimento degli obiettivi che ci si è posti;
  • il piano è adatto ma le mutate condizioni del mercato finanziario e dello stato economico personale richiedono degli aggiustamenti;
  • sono subentrate altre priorità che mi devono far definire dei nuovi obiettivi.

L’orizzonte temporale

La determinazione dell’obiettivo da raggiungere di per sé detta i tempi di “investimento” che possono essere di breve, di medio e di lungo periodo. Vediamoli nel particolare:

Breve periodo: da 1 a 18 mesi

Se lo scopo è quello di mettere a frutto abbastanza velocemente i propri risparmi che già esistono, le alternative si riducono a qualcosa di immediato come:

  • acquisto di azioni con alti dividendi o costanti nel tempo;
  • acquisto di obbligazioni con cedola e con durata residua della scadenza;
  • titoli di stato di durata inferiore ai 18 mesi;
  • conti deposito;
  • pronti contro termine;
  • certificati di deposito;
  • conti correnti con remunerazione delle giacenze;
  • fondi comuni di investimento “monetari”.

Come è evidente si tratta in tutti i casi di prodotti a basso rischio. Questo accade perché in un orizzonte temporale immediato il rischio che il ciclo di vita degli investimenti sia sempre troppo lungo è presente. Quindi il concetto di base deve essere “voglio rischiare poco, mi accontento di bassi rendimenti”. Ora il rischio è collegato al fattore tempo, per cui più il tempo di abbrevia e più devo scegliere prodotti che mi fanno rischiare poco.

Questo discorso deve per forza condizionare la scelta del mio portafoglio di investimento. Se affianco alla necessità di far fruttare i risparmi c’è anche la possibilità (ed il desiderio) di accumulo di un piccolo capitale, allora devo creare un portafoglio che destini il 90% a investimenti in prodotti a basso rischio e di breve periodo ed il 10% a un piano di accumulo. Quest’ultimo potrà avere anche un’alta percentuale del comparto azionario, ponendosi come orizzonte non meno di 7 anni (10 anni è la durata generalmente massima per finire il piano).

Ovviamente questo tipo di “strategia” porta a discreti risultati se si hanno elevati risparmi da parte, mentre per poche migliaia di euro non convengono affatto (meglio parcheggiare le giacenze su un conto deposito o al massimo su un conto con remunerazione).

Medio periodo: da 18 a 36 mesi

Gli investimenti di medio periodo sono quelli che arrivano in media a 36 mesi. Fino a qualche anno fa si arrivava ai 5 anni, ma le mutate condizioni dei mercati finanziari e la nascita di nuovi prodotti, hanno compresso la loro durata ad un massimo di circa 3 anni (con qualche modesta eccezione).

All’interno di questa categoria non troviamo molti prodotti specifici, ma ci dobbiamo accontentare di prodotti riadattati come:

  • conti deposito con durata maggiore e sistema premiale per la scelta di vincoli più lunghi;
  • fondi obbligazionari con rischio o duration ridotta;
  • fondi monetari;
  • titoli di Stato ed obbligazioni con alto rating;
  • Etf.

Rientra in quest’ambito anche il trading online (su azioni, Forex, Cfd, ecc) in quanto tre anni è un buon tempo per tirare le somme e vedere se le proprie strategie e il livello di preparazione scelta sono remunerative.

Generalmente i ‘prodotti’ suddetti vengono inseriti in un piano di investimento per realizzare la diversificazione delle 5 D, che contempla appunto anche la diversificazione temporale. Tuttavia la distribuzione delle percentuali in quest’ambito non dovrebbe essere molto elevata perché si rischia di perdere i possibili aumenti dei tassi di interesse sui depositi e di non poter sfruttare al meglio i rendimenti di altri prodotti. A volte i 3 o i 5 anni sono consigliati come durata complessiva di un piano di accumulo ma se non si sceglie un buon momento di partenza, il che dipende esclusivamente dal punto del ciclo del mercato finanziario di riferimento, si rischia di chiudere il periodo addirittura in perdita.

Approfondimento: Regole Cfd.

Lungo periodo

Gli strumenti finanziari destinati al lungo periodo sono quelli che si trovano con più scelta. Nel lungo periodo rientrano gli investimenti con elevata percentuale di azioni, oppure con obbligazioni caratterizzate da maggior rischio, titoli di Stato di lungo periodo, ecc. Normalmente il lungo periodo va considerato quando si desidera accantonare un capitale da destinare a obiettivi specifici, come l’acquisto di una casa, l’educazione universitaria dei figli, o simili.

Il modo migliore che si può utilizzare è l’acquisto programmato tramite piani di accumulo. Di contro per il trading non bisogna destinare percentuali importanti alle operazioni di compravendita, anche se inserite in strategie di più lungo respiro. Ovviamente l’allungamento dell’orizzonte temporale tende a dilatare anche il rischio per cui si ha la possibilità di ottenere rendimenti più elevati. Il tipo di prodotto per eccellenza con questo tipo di approccio è quello dei fondi pensione e dei pip.

Il Budget

La scelta finale sul tipo di investimento e di strategia deve superare l’esame del budget. Se si hanno disponibilità finanziarie modeste non si può logicamente ambire a un lungo periodo per impegni elevati. Inoltre l’ammontare dei risparmi condiziona anche la percentuale su cui distribuire i vari investimenti, facendo crescere la parte della liquidità al ridursi della somma che si ha complessivamente a disposizione.

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