Risparmio gestito: cresce grazie ai fondi di diritto estero

Nel 2016 la raccolta del risparmio gestito ha chiuso in modo positivo. Il solo quarto trimestre ha fatto crescere il volume di 7,5 miliardi. Quindi lo scorso anno, secondo il rapporto di Assogestioni, ha permesso all’industria di raggiungere un patrimonio gestito di 1943 miliardi che rappresenta un nuovo punto di massimo storico.

La raccolta netta su base annua è stata pari a 55,6 miliardi di euro, con un contributo per le gestioni di portafoglio pari a 816 milioni di euro. Se andiamo a scorporare le varie voci che hanno portato alla cifra record di 1943 miliardi di euro vediamo che il contributo maggiore è stato dato dal risparmio gestito confluito nei fondi aperti (su base annua 34,4 miliardi in più nel 2016), nei quali la parte da leoni è stata svolta da quelli di diritto estero che hanno aumentato la gestione di 19,1 miliardi mentre per quelli di diritto italiano l’aumento c’è stato, ma è rimasto contenuto, crescendo di 5,3 miliardi di euro.

I Fondi maggiormente sottoscritti sono stati rispettivamente:

  • Fondi obbligazionari:+18,4 miliardi di euro;
  • Fondi flessibili: +14,4 miliardi di euro
  • Fondi Bilanciati: +4,3 miliardi di euro

Prosegue invece il calo della raccolta netta sui prodotti previdenziali. Il contributo in percentuale è stato invece pari a:

  • Fondi obbligazionari: con il 42% circa ;
  • Fondi flessibili: con 24,2%
  • Fondi Bilanciati: con 8,4%.

Classifica top ten gestori in Italia nel 2016

L’anno ha chiuso con qualche conferma e qualche cambiamento di poco rilievo. Vediamo più nel dettaglio le prime 10 società che detengono la maggiore quota di risparmio gestito:

1- Banca Generali: nonostante il bilancio sia stato chiuso con una contrazione significativa del risparmio gestito, pari a -3.175 milioni di euro, l’anno ha chiuso con il maggiore volume di raccolta netta rispetto alle concorrenti, ovvero pari a circa 471.633 milioni di euro.

Di questi il 16,7% è rappresentato dalle gestioni assicurative che insieme a quelle previdenziali hanno portato alla contrazione. Anche i Fondi aperti hanno subito un calo, ma con un minore impatto offrendo un contributo che non raggiunge il 4%. Su base nazionale il volume di risparmio gestito di Banca Generali, che garantisce il primo posto è pari al 24,9%;

2- Gruppo Intesa Sanpaolo: mantiene il secondo posto, con un volume complessivo di raccolta netta sul risparmio gestito pari a 19,7%. Complessivamente la raccolta netta è stata pari a 373.197 milioni di euro, ma la grandissima maggioranza del risultato positivo è stato il frutto del lavoro di Eurizon, mentre la parte di Fideuram ha attraversato un anno davvero complicato, subendo perdite un poco per tutti i comparti.

Il contributo di Eurozon sulla raccolta è stato quasi del +16% mentre per Fideuram non si è arrivati a toccare il +5%. Sono stati indiscutibilmente i Fondi Aperti a contribuire in modo nettamente prevalente rispetto a qualsiasi altro settore, con circa +20% rispetto al totale degli altri impieghi;

3- Pioneer Investments Gruppo Unicredit: il 2016 chiude in calo, ma i piani di ristrutturazione riescono a contenere la riduzione che arriva a – 1.113,6 milioni di euro, con una raccolta netta quindi pari a 145.723 milioni di euro. Il terzo posto viene raggiunto con una percentuale di risparmio gestito a livello nazionale del 7,7% del totale;

4- Poste Italiane raggiungono il quarto posto, con una raccolta netta pari al 3,9% del totale nazionale. Cresce il dato ma non per i Fondi Aperti che vanno in contrazione. L’anno chiude con un patrimonio gestito di poco più di 74 miliardi di euro;

5- Anima Holding: rallenta nella seconda parte dell’anno, ma chiude comunque con un buon risultato, che le permette di gestire il 3,8% del totale nazionale. Il volume gestito a fine anno è stato di circa 72500 milioni di euro;

6- Blackrock Investment Management: Manca di poco una gestione di circa 70 miliardi di euro, arrivando a gestire il 3,7% su base nazionale;

7- Gruppo Ubi: aumenta la raccolta di oltre 700 milioni di euro, superando un volume di risparmio gestito di 51.000 milioni di euro e occupando il 2,7% del totale;

8- Allianz: cresce la raccolta per tutti i settori, con un volume di circa 47.600 milioni di euro e un peso nazionale del 2,5% del totale;

9- Amundi Group: solo nona ma con la maggior crescita di raccolta pari a 2.359 milioni di euro, che permette di arrivare a un volume netto di 45.187 milioni di euro, con una quota del 2,4% su base nazionale;

10- Mediolanum: rimane nella top ten, ma perdendo un poco di terreno. Circa 45016 milioni di euro per il risparmio gestito detenendo una quota pari al 2,4%.

Differenza con il risparmio amministrato

Il risparmio gestito è diventato un importante indicatore dello stato di salute dell’economia e del clima di fiducia che i clienti e i risparmiatori hanno nei confronti dei mercati finanziari, e di quali siano le loro attese. A volte questo termine viene utilizzato in modo inappropriato andando a cercare di comprendere la differenza tra risparmio gestito e quello amministrato (vedi anche Commissioni trading).

Si tratta però di fatto di un confronto tra il risparmio dichiarativo o amministrato, che prevede delle incombenze differenti a livello fiscale. Per non cadere in questa confusione ci si dovrebbe semplicemente concentrare su cos’è e cosa si intende per risparmio gestito: è l’attività con cui banche, società di investimento ecc, attuano una serie di strategie e creano apposite gestioni, con l’obiettivo di gestire i risparmi di terzi.

Altri articoli: Conto trading Fineco.

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