Scaling in e scaling out: cos’è e come funziona

Nelle strategie di ingresso ed uscita del mercato si ha sempre una certa difficoltà nel gestire il momentum migliore, nonostante si utilizzi un metodo collaudato con esperienza ed esercitazioni. Quando si decide di adottare lo scaling in e lo scaling out, si sceglie di aggiungere, alla strategia di base, un metodo di ripartizione del rischio, sfruttando ingressi (o uscite) dal trend frazionati anziché concentrate in una sola operazione. In che modo? Proviamo a spiegarlo con un esempio.

Prendiamo il caso dello scaling in e della nostra volontà di investire dieci lotti su un cross di valute. Impiegando questa strategia anziché ‘entrare’ in una sola soluzione, scegliamo di tradare con un quinto del nostro investimento (quindi con due soli lotti), così da poter gestire con i restanti lotti eventuali situazioni contrarie al trend o cercare di sfruttare il momento migliore di ingresso o di uscita.

Quando utilizzare lo Scaling in: vantaggi e svantaggi

Se usando gli indicatori di analisi tecnica individuiamo un trend potenzialmente in salita ma non siamo del tutto sicuri che sia il momento migliore per entrare, potremmo scegliere di farlo ‘scalando l’ingresso’. Per fare questo entriamo con una parte del nostro investimento e poi proseguiamo regolandoci in funzione della forza del trend che si sta verificando.

Se il trend si rafforza accelereremo ad esempio la scalata, ‘inserendo’ velocemente gli altri lotti che vogliamo investire, mentre se il trend dovesse indebolirsi o addirittura muoversi in direzione contraria, avremo una riduzione della nostra esposizione. Ovviamente la riduzione del rischio è il vantaggio più visibile, ma anche il principale svantaggio è altrettanto evidente: entrando in modo molto prudente potremmo perdere il momento migliore per l’ingresso, dovendo accontentarci di un profitto minore.

A questo si aggiunge anche un altro aspetto: aumentando l’impegno si aumenta l’esposizione, che a fronte di una variazione improvvisa del trend potrebbe essere ugualmente difficile da sopportare. Non a caso nello scaling sia in che out è fondamentale saper usare gli stop loss. Infine più si diluisce nel tempo l’ingresso e maggiore è la probabilità che il trend si avvicini ad un’inversione (vedi anche Figure d’inversione del trend).

Approfondimento: Trading intraday.

Funzionamento

E’ molto importante capire i vantaggi e gli svantaggi dello scaling in per poterne fare un uso molto prudente e consapevole. Compresi questi possiamo passare a vederne il funzionamento. Nel grafico seguente vediamo che il trend è stato diviso in varie fasi: A, B, C, D, E.

Supponiamo che tu abbia deciso di entrare, con posizione ribassista e impiegando un lotto nella posizione A. Il trend non ha deluso le aspettative, offrendo una nuova fase ribassista dopo il rimbalzo di correzione e quindi entri nuovamente nella fase di trend B. A questo punto hai già raddoppiato la tua esposizione da uno a due lotti.

Analizzando il trend successivo decidi di investire un altro lotto nel trend C e poi con gli stessi ragionamenti in D. A questo punto dall’iniziale esposizione di un lotto sei passato a 4, quadruplicando il rischio nel tempo, ma anche aumentando il possibile profitto. A questo punto si possono verificare due situazioni:

  • decidi di incassare il profitto;
  • scegli di investire ancora perché sei convinto che il trend sarà ancora a ribasso.

Nel nostro esempio l’andamento mostrato dal grafico ci smentisce visto la netta inversione del trend. Nonostante lo scaling in potremmo perdere non solo tutto il profitto ma anche mettere in grave sofferenza il conto a causa della grande esposizione e del fatto che la perdita può superare le stesse aspettative di partenza.

Quindi diventa ancora più chiaro di quanto sia importante usare in modo competente gli stop loss per scongiurare situazioni come questa.

Scaling out: vantaggi e svantaggi

Oltre agli stop loss è consigliato anche mettere via via al sicuro il profitto usando lo scaling out. Il metodo della ‘scalata’ infatti può essere utilizzato non solo per aprire posizioni ma anche per chiuderle, diluendo anche in questo caso gli effetti nel tempo. Il principale vantaggio è quindi riconducibile a una sottrazione progressiva dall’esposizione del rischio di variazioni del mercato, mettendo al sicuro una parte del profitto raggiunto. Non chiudendo interamente le posizioni si hanno due effetti:

  • se il trend prosegue secondo le nostre aspettative rinunciamo a una fetta del potenziale guadagno (svantaggio);
  • se il trend si inverte allora non perdiamo l’intero profitto (vantaggio).

Funzionamento

Osservando il grafico, per il quale è stata fatta sempre una divisione del trend con A, B, C, D, E, scegliamo di chiudere una parte delle posizioni dopo l’apertura di una posizione ribassista in A.

Infatti dopo il brusco calo abbiamo potuto supporre che ci potesse essere una fine del trend, ma non essendo del tutto convinti abbiamo chiuso solo parte della posizione mettendo al sicuro il corrispondente profitto.

Dal grafico si vede che il trend è invece continuato con una fase ribassista da B a C. Quindi da una parte abbiamo rinunciato al maggior profitto che avremmo ottenuto tenendo tutta la posizione aperta, ma abbiamo anche potuto guadagnare ancora sul trend ribassista che è proseguito anche se in modo più debole.

Nel caso specifico il mantenimento della posizione fino ad E ci avrebbe fatto guadagnare molto di più, ma avremmo anche potuto scegliere di uscire del tutto ai primi segnali di inversione del trend chiudendo con una perdita. Con lo scaling out abbiamo ottenuto un profitto minore, ma ad ogni chiusura di posizione abbiamo ridotto la nostra esposizione al rischio di inversione e allo stesso tempo abbiamo contabilizzato il corrispondente profitto nel nostro conto di trading.

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