Schema Ponzi – Come riconoscere una truffa?

Lo schema Ponzi oggi viene identificato con il nome di Bertrand Madoff e la colossale truffa. In realtà Madoff è stato solo l’ultimo di una lunga serie di truffatori che nel corso di decenni ha utilizzato un sistema piramidale con l’obiettivo di ‘derubare’ somme economiche, per lo più ingenti, a piccoli o grandi risparmiatori. Anche in Italia ci sono state delle situazioni simili, che non hanno avuto l’impatto mediatico rispetto all’ omologo a stelle e strisce per un numero minore di persone coinvolte e importi più contenuti.

Ma quello che ci insegna questa diffusione geografica è che bisogna imparare a difendersi da truffe di questo tipo che, per “fortuna”, sfruttano dei principi sempre uguali tra cui quello definito appunto schema Ponzi (dal cognome dell’ideatore di origini italiane).

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Di che cosa si tratta?

Lo schema Ponzi prevede un funzionamento molto semplice: si crea una catena che attira nuovi investitori, i cui soldi immessi nello schema vanno a costituire il rendimento di chi è entrato prima nello schema stesso sfruttando così un meccanismo piramidale. Detto questo, verrebbe da domandarsi il perché si parla di truffa. Si tratta di un sistema illecito per il semplice fatto che chi entra nel sistema lo fa dietro la promessa di elevati guadagni, che i normali mercati finanziari non sembrano essere in grado di offrire, ed in tempi piuttosto brevi.

Il meccanismo funziona soprattutto grazie al passaparola di “clienti” soddisfatti, ma anche qui troviamo un inganno. Alcuni investitori vedono infatti crescere nominalmente i propri risparmi, proprio grazie al denaro di altri, ma in realtà non lo sanno, poiché pensano che i rendimenti provengano da investimenti, generalmente fatti in un fondo inesistente. Ora un fondo deve poter fornire delle prove della gestione, ed ovviamente non esistendo alcun investimento, si tratta di tutta documentazione falsa.

Inoltre grazie alla struttura a piramide, mano a mano che entra denaro fresco il sistema si mantiene in piedi. Tuttavia quando qualche investitore decide di uscire o la base della piramide smette di crescere l’intero sistema implode. Ovviamente ciò accade perché non si possono rimborsare tutti gli investitori per la parte di denaro che è stata nel frattempo attribuita ad altri come rendimento, e allo stesso tempo per la ‘distrazione’ di denaro che va a finanziare il tenore di vita dell’ideatore della truffa stessa.

Ed infatti lo stesso ideatore, il signor Ponzi, finì in galera una volta che il suo schema fu scoperto e morì povero. Madoff ha rivisto e perfezionato la struttura e il funzionamento dello schema Ponzi facendo qualcosa che mai nessuno aveva pensato di fare prima di lui: rendere il sistema funzionante sulla base della propria reputazione di grande investitore. Ponzi truffò piccoli risparmiatori ma non riuscì ad aggirare banche ed istituzioni, cosa in cui è riuscito con grande abilità Madoff, che ha colpito anche grandi banche italiane, cadute in una rete costruita ad arte e perfettamente credibile. Se i suoi due figli non lo avessero denunciato, una volta scoperto ed appurato che in realtà non esisteva alcun investimento, Madoff avrebbe potuto continuare a truffare ancora per alcuni anni.

Quando diffidare?

L’impatto che ha avuto la più recente esperienza americana ha spinto la massima autorità di controllo Usa sulla Borsa e le società di investimento, ovvero la Sec (acronimo di Securities and Exchange Commission) ad aumentare notevolmente i propri controlli. Purtroppo l’esperienza di Madoff ha dimostrato che affidarsi a una società di investimento registrata non assicura che si potrà essere del tutto esenti dal rischio di truffa. Tuttavia la situazione è controllabile facendo attenzione in particolare a:

  • presenza di un regolamento;
  • bilanci certificati depositati e controllati;
  • affidamento degli investimenti presso locali esterni a promotori iscritti all’albo;
  • possibilità di controllare l’andamento degli investimenti su giornali e quotidiani specializzati.

E’ inoltre obbligatorio non consegnare mai alcuna somma di denaro in contanti ma solo tramite assegni intestati alla società di investimento prescelta.

A queste precauzioni si aggiunge quella di non cedere alle lusinghe di investimenti con un rendimento molto elevato, che allo stesso tempo vengano spacciati come “sicuri”. Se un investimento è quasi del tutto esente dal rischio allora non potrà proporre dei rendimenti stratosferici. Diffidare anche di quelle proposte che garantiscono un rendimento non solo particolarmente elevato, ma anche in tempi molto brevi.

Infine non bisogna mai cedere all’urgenza che rimane la più potente arma di vendita. Se ci viene detto che c’è un investimento imperdibile e che bisogna agire immediatamente altrimenti non si potrà cogliere l’occasione, si deve essere ancora più cauti. Solamente i fondi chiusi di investimento presentano delle restrizioni, ma che si hanno sia in entrata che in uscita. Quindi bisogna fare molta più attenzione, ed approfondire le condizioni dell’investimento stesso, scendendo nello specifico nella composizione del fondo stesso, facendosi aiutare se necessario da un consulente finanziario esperto e di fiducia.

Mai aderire infine a proposte on line che provengano da società di investimento sulla cui esistenza e qualità ci possono essere dubbi: l’esistenza di un sito internet, per quanto possa essere fatto bene con un’ottima grafica e riferimenti a autorizzazioni che possono apparire realistiche, non offre nessuna garanzia.

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Come difendersi?

Per potersi proteggere bisogna semplicemente evitare di cadere in queste truffe. In caso contrario sarà quasi impossibile rientrare anche solo di una parte dei soldi investiti. Infatti queste truffe, oggi, si avvalgono di fondi o conti aperti in Paesi offshore, debitamente nascosti, per cui le forze di polizia non riescono a rintracciarli. Molto spesso le spese sostenute dai truffatori non sono tracciabili e non vengono comunque effettuate in vere forme di investimento (come immobili, auto di lusso, ecc). Quando ciò avviene ci si avvale di prestanome, e le difficoltà di risalire al mandante sono enormi.

Per questa ragione il consiglio che viene dato anche dalle forze di polizia parte proprio dalla diffidenza: bisogna diffidare di quanti propongono “affari” ed investimenti con queste caratteristiche, anche se si tratta di un amico o familiare verso il quale si ha totale fiducia. Purtroppo la chiave di successo dello schema Ponzi, nei vari anni, è stato indissolubilmente intrecciato proprio con la forza di convincimento che hanno i pareri di amici, parenti e quanti in buona fede sono caduti nella truffa, e che inconsapevolmente vengono usati dal meccanismo per farci cadere anche altri.

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