Spread betting nel trading: significato, rischi ed opportunità

L’origine dello spread betting parte dal mondo anglosassone e in Italia la sua diffusione è avvenuta solo di recente. La traduzione del termine Spread Betting non fornisce un contributo utile a comprenderne il significato stando semplicemente a indicare delle scommesse “diffuse”. Si parla di scommessa diffusa perché questa non si esaurisce alla scelta iniziale ma sarà composta da una serie di ulteriori scommesse che continueranno ad essere fatte secondo la direzione scelta. Vediamo però di che cosa si tratta e come è il suo funzionamento legato al trading.

Che tipo di investimento è?

Si tratta di uno ‘strumento’ derivato. L’obiettivo è infatti quello di speculare su uno strumento sottostante, senza entrarne in possesso, semplicemente scommettendo su una direzione. Fin qui sembra del tutto identico a un’opzione binaria ma in realtà la differenza è notevole a partire dal fatto che i guadagni e le perdite non sono in partenza limitati.

Con lo spread betting, così come accadrebbe con una normale scommessa, si ha un broker che propone ad esempio una coppia di valute a un determinato prezzo (oltre alla valutazione bisogna considerare lo spread tra due prezzi ask e bild). A questo punto il trader dovrà decidere se fare questo tipo di trading il che significa che investirà non una somma “fissa” ma stabilirà anche la somma da investire su ogni incremento della variazione dell’assets scelto.

Qui potrebbe sembrare che il funzionamento sia lo stesso del trading forex e in un certo senso lo è perché l’investitore sarà chiamato a scegliere una direzione facendo la propria scelta di investimento. Tuttavia nello spread betting il trader sarà chiamato anche a scegliere su quanto scommettere per ogni punto di incremento del prezzo del cross di valute scelto. Ad esempio se un trader è convinto che il cross EUR/USD salirà normalmente con il Forex dovrà scegliere quanto investirci. Con lo spread betting in più è chiamato a definire quanto “scommettere” su ogni punto di incremento.

Quindi l’investimento non è “controllato” così come non lo sono le perdite. Se da una parte con questo sistema sarà possibile guadagnare molto di più rispetto a un normale trading nel forex si dovrà anche considerare che in caso di trend contrario si perderà una somma corrispondente ad ogni punto di perdita sulla quale si è investito. In parole semplici se si investe 1 euro per ogni punto di salita del cross scelto, se il trend si muove nella direzione opposta si perderà 1 euro per ogni punto in discesa. Per limitare questi effetti è possibile piazzare stop loss e punti di take profit, rendendo ancora più importante la scelta del broker a cui affidarsi.

Vantaggi e svantaggi della strategia della “scommessa diffusa”

E’ abbastanza scontato capire che una strategia che usa lo spread betting non si adatta a chiunque. Bisogna essere esperti e saper usare bene gli indicatori che devono supportare le proprie scelte. Inoltre non è una strategia che si adatta a chi ha un conto deposito che è stato fornito di una dotazione esigua. Può però essere utile in alcuni casi.

Vantaggi

Il principale vantaggio è dovuto al fatto che lo Spread Betting nasce come uno strumento derivato tax free, quindi libero da imposte. Inoltre non prevede l’applicazione di commissioni aggiuntive rispetto agli spread che sono calcolati all’inizio dell’investimento. Oltre al fatto che è possibile usare la strategia sia a rialzo che a ribasso, con le ‘scommesse diffuse’ si ha l’idea chiara di quanto si potrà guadagnare al massimo perché ciò dipenderà dal tipo di scommessa e da quanto lo stesso traders deciderà di mettere in gioco. Il guadagno, a differenza delle opzioni binarie, sarà “pieno” e non sarà calcolato sulla percentuale che viene definita a monte in funzione del tipo di opzione binaria scelta.

Approfondimento: Trading in opzioni binarie.

Svantaggi

Come già accennato le perdite possono superare i margini, quindi si tratta di una strategia che porta potenzialmente a perdite molto consistenti. Ciò implica che è fondamentale scegliere con attenzione i punti di stop loss. Anche se nascono come strumenti esenti da imposta bisogna considerare che in molti paesi in realtà avviene comunque la loro tassazione trattandosi di prodotti finanziari. La loro eventuale tassazione, e soprattutto le aliquote applicate, possono rendere poco conveniente sostenere un rischio che è sicuramente maggiore rispetto a quello di altri tipi di trading e di strategie, per ottenere un livello di guadagno marginalmente superiore. Infine c’è il problema legato al fatto che non tutti i brokers permettono di usare questo tipo di strategia.

Esempio sulla convenienza

Per capirne il funzionamento e gli effetti facciamo un esempio. Consideriamo che lo spread betting prenda come riferimento le azioni della società Alfa. Queste, secondo noi andranno verso un trend rialzista. La situazione che troveremmo potrebbe essere:

  • Prezzo di vendita: 155.05
  • Prezzo di acquisto: 155.20

Adottiamo strategia long con un investimento di 10 euro per ogni punto di movimento da 155.20. Le azioni dopo ‘X’ tempo presentano questa situazione:

  • Prezzo di vendita: 155.50
  • Prezzo di acquisto: 155.65

Decidiamo di chiudere il trend incassando un profitto di 300 dollari dovuto a 155.50-155.50= 30×10 euro= 300 euro.

In questo caso abbiano indovinato il trend. Se avessimo fatto la stessa operazione ma scegliendo il trend opposto quanto avremmo perso?

In tale seconda ipotesi abbiamo deciso di vendere a 155.05 scommettendo sempre 10 euro per ogni punto che sarebbe dovuto scendere. Invece il trend è andato in direzione opposta e quando decidiamo di chiudere in perdita avremo un prezzo di acquisto di 155.65 secondo quanto riportato sopra. Quindi avremmo una perdita di 600 euro pari a 155.65-155.05= 60×10 euro= 600 euro.

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