Tasse Forex: la situazione di oggi

Il 6 Luglio 2010 è una data storica per il forex in Italia con l’introduzione della normativa fiscale. Prima di tale data non erano previste imposte sul trading con le valute.

Il testo dell’Agenzia delle Entrate lo trovate qui

In questo testo si evincono le seguenti conclusioni:

“in tutti i casi in cui un contribuente ponga in essere una pluralità di contratti o atti, tra essi collegati, aventi ad oggetto valute estere, finalizzati a conseguire differenziali positivi o negativi in dipendenza di un evento aleatorio (quale l’andamento delle valute estere),i predetti differenziali assumono rilevanza reddituale agli effetti della lettera c-quinquies) del comma 1 dell’articolo 67 del TUIR.”

e inoltre:

“Pertanto, la plusvalenza realizzata alla fine della giornata, dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di un’attività d’impresa, deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi del contribuente (quadro RT – sezione II) e in tale sede deve essere applicata l’imposta sostitutiva nella misura del 12,50 per cento del suo ammontare.
E’ appena il caso di precisare che, in tale ipotesi, secondo quanto previsto dal successivo articolo 68, comma 9, del TUIR, le minusvalenze e i differenziali negativi derivanti dalle operazioni in argomento non sono deducibili.“

Infine, con la risoluzione 102/E del 25/10/2011 si è giunti alla conclusione che l’imposta sostitutiva del 12,50% si applica sulla somma algebrica dei differenziali realizzati (quindi, non solo sui differenziali positivi)

In merito all’imposta sostitutiva del 12,5%, per effetto della nuova riforma sulle rendite finanziarie, la nuova aliquota è del 20%.

Se le plusvalenze sono prodotte all’estero?

La normativa fiscale specifica che per chi ha residenza fiscale in Italia, le plusvalenze si considerano comunque prodotte in Italia, anche se il conto trading è aperto presso un broker estero.

La norma di riferimento è l’art. 81 lett. c-bis) del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. n. 917/86 e successive modifiche.

Se si ottengono plusvalenze è necessario compilare in sede di dichiarazione dei redditi il quadro RW indicando tutti i movimenti su base annua (sia dall’Italia sia verso l’Italia) superiori complessivamente a € 10.000 relativi a operazioni con l’estero.

I casi in cui è obbligatorio dichiarare le plusvalenze:

1) Se si è effettuato un investimento tramite banche o sim italiane con il regime del “risparmio amministrato” o del “risparmio gestito” non è necessario dichiarare i proventi ottenuti.
Questi regimi prevedono che sia l’intermediario finanziario ad effettuare per conto del soggetto privato, tutte le operazioni fiscali quali la determinazione dell’imponibile e il versamento dell’imposta.

Quindi il trader/investitore percepisce il reddito netto e non deve dichiarare nulla.

2) E’ invece obbligatoria la compilazione del quadro RW, se ci sono stati movimenti di capitali con l’estero anche senza la formazione di capital gain. L’agenzia delle entrate specifica che la funzione è quella di monitoraggio dei movimenti verso l’estero e dall’estero. Per chi volesse approfondire l’argomento può controllare al seguente link

Euritenuta

Quando si effettuano bonifici verso l’estero e non si effettuano le dichiarazioni di eventuali proventi percepiti, possono essere applicate delle sanzioni amministrative. La compilazione del quadro RW è necessaria anche per valutare ed evitare la doppia tassazione in Italia e nello stato estero.

Inoltre per limitare l’evasione fiscale l’Unione Europea ha emanato una direttiva (nota come European Union Savings Directive) che ha originato la cosiddetta euritenuta.

Gli stati dell’Unione Europea che non hanno acconsentito a comunicare in automatico agli altri stati membri i movimenti bancari dei cittadini stranieri investitori (per esempio Belgio, Austria, Lussemburgo), hanno l’obbligo di applicare in automatico l’euritenuta del 35%.
Per maggiori approfondimenti vi invitiamo a leggere la Direttiva 2003/48/Ce, Art. 10.

Calcolo tasse forex

Di seguito un esempio pratico, molto semplicistico, di calcolo delle imposte generate da operazioni di forex trading:

02/09/2012 plusvalenza di € 1.500
14/09/2012 minusvalenza di € 200
22/09/2012 plusvalenza di € 350
30/09/2012 minusvalenza di € 100

Capital Gain netto = 1550 euro
Imposta da versare = 1550 X 20% = 310 euro

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